Ritratti non solo pallonari dei paesi che si giocano i mondiali/30
Svizzera
Nel 2006 la Svizzera era ancora una ridente Confederazione di cantoni, “che munge vacche e vive in pace”, come diceva Victor Hugo, libera, ricca, democratica, poliglotta e neutrale, coi suoi verdi pascoli, le valli e i prati sterminati e le montagne disseminate di 42 mila km quadrati.
21 AGO 20

Nel 2006 la Svizzera era ancora una ridente Confederazione di cantoni, “che munge vacche e vive in pace”, come diceva Victor Hugo, libera, ricca, democratica, poliglotta e neutrale, coi suoi verdi pascoli, le valli e i prati sterminati e le montagne disseminate di 42 mila km quadrati. Non aveva ancora subìto l’affronto dei giudici federali che hanno decretato l’arresto di Roman Polanski, negandogli l’estradizione richiesta dagli Stati Uniti, per una torbida vicenda di molestie sessuale di vari anni orsono. Non aveva conosciuto l’ira del colonnello Gheddafi, in seguito all’arresto a Ginevra del figlio Hannibal, accusato di maltrattamenti da una coppia di camerieri coraggiosi. E nemmeno l’umiliazione della ritorsione giudiziaria, con l’arresto in Libia di due ingegneri della ABB. Era ancora il paese lindo e preciso di Heidi e di Guglielmo Tell, protetto dal segreto e dalla discrezione, dov’era bello passeggiare per le valli dell’Engadina e scalare le vette dei Grigioni, pensando al sublime delle vedute di Füssli. Nessuno avrebbe mai immaginato che appena un anno dopo, la crisi finanziaria più grave del mondo doveva trasformare tutto questo ben di Dio in un inferno del male, paragonabile alle isole Cayman in nome dell’universale riprovazione contro i paradisi fiscali, approdo di illecite esportazioni di capitali, di loschi traffici di riciclaggio, di tenebrosi arricchimenti per migliaia di plutocrati, speculatori, bancarottieri e grandissimi evasori protetti sino a quel momento dal segreto e dall’impunità.